Ci lascia Maria Libonati madre di Tonino Maiorano. Con lei va via un bel esempio di Donna.

Paola, Giovedì 12 Gennaio 2017 - 09:59 di la redazione

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del coordinamento provinciale di "Libera":

"Maria Libonati era la madre di Tonino Maiorano. Se n’è andata in silenzio, dopo aver trascorso oltre 12 anni chiusa nel dolore per l’assurda morte di suo figlio. L’abbiamo salutata ieri mattina, nella chiesa di Sotterra. C’era tanta gente ad abbracciare lei e la sua famiglia. Maria era una contadina allegra e infaticabile, integra e indipendente, mite e generosa, onesta e orgogliosa. Una donna che credeva fermamente che lavoro, spirito di sacrificio, onestà fossero la garanzia più sicura per una vita serena e al di sopra di ogni rischio.

Guidata da questa convinzione, aveva tirato su i suoi figli, Gino, Giovanni, Elena, Rosetta, Corrado, Tonino, i quali l’avevano ripagata declinando le proprie esistenze secondo i valori materni. E questo la faceva stare tranquilla.

Quelle certezze, però, si sono sgretolate la mattina del 21 luglio del 2004 quando un branco di vigliacchi invasati le avevano strappato via una delle sue gioie. Suo figlio Tonino aveva 47 anni ed era al lavoro, come tutte le mattine. Alle 8.10 circa due killer assoldati dalla cosca Ditto-Martello gli hanno sparato addosso convinti che fosse lui quel Giuliano Serpa che erano stati incaricati di uccidere.

Da allora un doppio dolore ha consumato Maria, colpita due volte da quelle bestie che per anni hanno avvelenato la nostra aria. Una prima volta come madre, privata all’improvviso di uno dei suoi amati figli. Ma non bastava: a causa delle odiose male lingue che all’inizio non credevano nell’assoluta innocenza di Tonino, per quasi tre anni Maria si è chiusa nel più assoluto isolamento, tormentata dal pensiero che la comunità avesse frainteso quanto era accaduto e ritenesse che uno dei suoi figli si fosse lasciato coinvolgere nella malavita locale. Niente più scambi di visite con le amiche, perfino niente più messa per timore di incontrare sguardi sospettosi.

E’ stato solo dopo il verdetto del Gup distrettuale di Catanzaro, che per primo ha scritto nella sua sentenza che Tonino era vittima innocente, che almeno la sua dignità di donna perbene e il suo orgoglio di madre attenta le sono stati restituiti. Il coordinamento provinciale di Libera si stringe attorno a tutti i familiari di Maria e, oggi ancor più nel suo ricordo, continuerà a costruire percorsi di impegno e corresponsabilità."



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